Foce del Fiune Simeto

Il Fiume Simeto, il principale tra i corsi d'ac­qua dell'Isola, nasce sui Monti Nebrodi e per gran parte del suo percorso scorre sulle colate laviche del versante occidentale etneo e sui banchi sedi­mentari del territorio limitrofe a Enna.  FOTO DA CARTINA

La Riserva del Simeto si estende per circa 1900 ettari, comprende una vasta zona umida, residua di un' estesa palude, costituita, oggi, essenzialmente dalla foce del Simeto, dall'ansa della vecchia foce e dal Lago Gornalunga.  FOTO DAL MARE

Sito di particolare interesse scientifico, naturalistico e paesaggistico, ospita una grande varietà di animali. Dai migratori, per i quali questo ambiente è importante luogo di sosta, agli invertebrati - nonché numerose popolazioni di vegetazioni legate alle particolari condizioni eco­logiche.

Si raggiunge da Catania, procedendo breve­mente sulla Statale 114 in direzione Siracusa.

e-mail: riserve.naturali@provincia.ct.it;  www.provincia.ct.it

 

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La colata lavica di Catania  FOTO STORICHE CITTA-CASTELLO.

Catania, una città incastonata nella lava, una perla nera nel centro del mediterraneo.

Di lava sono le strade, i muri, i monumenti. L’ultima colata del 1669 modificò la città percorrendo il lato nord-ovest a fianco del Castello Ursino che Federico II aveva costruito strategicamente lungo il litorale costiero, per poi avanzare in mare per oltre un chilometro, il fronte si allargò lungo la spiaggia, coprendo parte del piccolo porto, ciò consentì la realizzazione di un braccio a forma di molo. Le lave che percorrono la costa verso nord provenienti dall’eruzione del 1381, accolgono il borgo di Ognina. Le grotte di Ognina

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Il termine Aci caratterizza alcune località presenti nel comprensorio provinciale catanese comprende 15 chilometri di costa davvero indimenticabili per bellezza e fascino.

.Acicastello possiede uno scenografico Castello Normanno costruito nel 1076 ed appartenuto, fra gli altri, a Ruggero di Lauria e Federico II d'Aragona; oggi è sede di un Museo Civico. Il castello, realizzato in pietra lavica, si trova in una rupe basaltica a strapiombo sul mare, posizione che permette d'ammirare gli scogli dei Ciclopi o Faraglioni e l'isola di Lachea. La parete sud a strapiombo, è costituita da lave sottomarine o “ pillow-lava” .Le rocce della rupe  testimoniano l’inizio dell’attività eruttiva dell’Etna primordiale, circa 500 mila anni fà.

Frazione di Acicastello è Acitrezza dove tutto sa di mare: dai piatti tipici alle ovvie ma sempre affascinanti vedute sul mare e sui già citati scogli dei Ciclopi o Faraglioni d'origine vulcanica. Essi sono formati da basalto prismatico nerastro . che contrasta con i colori più chiari e cristallini del mare e tutta la zona, dichiarata Riserva Naturale, offre una vista davvero interessante. Per dare degli spunti folcloristici, la mitologia ci suggerisce una nascita fantastica per questo superbo spettacolo offerto dalla natura: Ulisse era prigioniero di Polifemo e per liberarsi acceca il gigante con un tizzone, Polifemo iniziò a lanciare sassi sul mare nel vano tentativo di affondare la barca con la quale l'eroe stava cercando di sfuggirgli; da questo contrasto nacquero i faraglioni.

In origine era un villaggio di pescatori che si è saputo evolvere in rinomato centro d'attrazione turistica e che in passato ha saputo affascinare valenti scrittori italiani del calibro di Giovanni Verga cha ha ambientato proprio in questa città uno dei suoi capolavori, "I Malavoglia".

 

Acitrezza ospita il mercato ittico, secondo per dimensione a quello di Catania e si fregia di possedere la cantieristica navale.

Acitrezza è stata palcoscenico di celebri opere letterarie e cinematografiche, come: “I Malavoglia” di Giovanni Verga (1881) e “La terra trema”di Luchino Visconti (1939).

 

Arcipelago Faraglioni dei Ciclopi.

Il piccolo Arcipelago dei Ciclopi, immediatamente al largo di Acitrezza e Acicastello, comprende l’Isola Lachea, il Faraglione Grande e il Faraglione piccolo. FOTO.

Il rilevante pregio di questo ambiente ha de­terminato l'istituzione di una Riserva terrestre, estesa  poco più di 3 ettari, e di un'area marina protetta, estesa 900 ettari circa.

Le isole dei Ciclopi, sorte da una spettacolare ed antichissima eruzione vulcanica sottomarina (500.000 a 200.000 anni fa) .

Il piccolo Arcipe­lago è oggetto di attenti studi per le particolari ca­ratteristiche geomorfologiche. Interessantissimi e spet­tacolari i basalti colonnari a sezione prismatica che connotano il Faraglione Grande, generatosi sotto il livello del fondo marino e in seguito al lento raffreddamento di masse magmatiche fuse.

Nonostante la ridottissima superficie e l'estrema povertà di ambienti, il panorama faunistico dell'iso­la Lachea è abbastanza vario e comprende numero­se specie soprattutto di invertebrati e rettili, in grado di ben sopportare le difficili condizioni ambien­tali cui sono soggette, in particolare l'elevato grado di salinità e le forti escursioni termiche giornaliere. L'elemento più caratterizzante la fauna dell'Isola Lachea è la lucertola Podarcis sicula ciclopica, foto da lunghissimo tempo isolata, e quindi evolutasi indipen­dentemente e diversamente da quelle che vivono sulla costa siciliana antistante e dalle quali è quasi certa­mente derivata. Elevato il numero di specie di uccel­li che visitano occasionalmente l'Arcipelago.

Gli in­tegri fondali sono caratterizzati dalla ricca e preziosa vegetazione algale e, più in profon­dità, da diversi Poriferi e Gorgonie.

L'area protetta si raggiunge in barca da Acitrezza e Acicastello.

Riserva naturale integrale Isola Lachea e Faraglioni dei Cidopi. Ente gestore Università degli Studi di Catania - CUTGANA,

e-mail: cutgana@unict.it;   www.unict.it.cutgana

 www.ampciclopi.it; www.minambiente.it

 

 

Timpa  di Acireale. (foto)

Notevole dal punto di vista geologico e vulcanologico, nella Timpa di Acireale è possibile leggere la successione verticale dei terreni affioranti lungo la fascia costiera.

Il vasto e scosceso terrazzamento di rocce vulcaniche sovrappostosi le une sulle altre nel corso delle numerose e successive colate laviche, ha consentito, infatti, di ricostruire la serie vulcanica della zona e la storia geologica del­l'Etna.

L'alto costone si estende, ad altezze compre­se tra i 220 ed i 75 m s.l.m., per circa sei chilometri lungo la costa jonica, tra Acireale e Capomulini.

Importante la Macchia sempreverde mediterranea che riveste le scarpate e i terrazzamenti della Timpa.

Un ripido sentie­ro, in parte scavato nella roccia e in parte eretto su archi, denominato le "Chiazzette", consente di risa­lire dal borgo marinaro di Santa Maria la Scala, lun­go le rigogliose pareti della Timpa.

Uno dei punti più caratteristici della Timpa è il borgo di Santa Caterina, una frazione di Acireale nota principalmente per il suo belvedere a ridosso del mare e una splendida spiaggetta solitaria che ancor oggi conserva il fascino dell'incontaminato.

Lungo la costa acese si possono osservare diversi sbocchi naturali di acqua dolce fredda, proveniente dalle nevi dell’Etna. Infatti  nella località di Pozzillo si emunge acqua per la commercializzazione.

Proseguendo verso nord  è possibile scorgere diversi paesini a vocazione marinara attrezzati con piccoli porti come:Capomolini, Santa Maria La Scala, Santa Tecla, Stazzo e Pozzillo.FOTO

Segue Riposto,  porto di sicuro approdo, che consente riparo a naviglio commerciale e diportistico, vedi il Porto dell’Etna.

                            

Dopo Riposto segue un’ampia spiaggia ciottolosa che comprende le località di Mascali, Fondachello, Marina di Cottone e il porto di Naxos con la sua baia.

 

 Naxos – Il museo archeologico FOTO

 

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Dalla baia di Naxos volgendo lo sguardo a nord, sulle pendici si può notare la suggestiva e affascinante Taormina, oltre l’omonimo capo, si scorge maestosa l’Isola Bella.